23 maggio 2008 — Archivio, Google
Ho letto un simpatico post che ti voglio riproporre, per scoprire quanto sei Google-dipendente
Prova a dare una risposta a queste affermazioni:
1. Hai acquistato qualcosa da googlestore.com
2. Conosci quale vestito ha indossato Matt Cutts per Halloween
3. Controlli più di un datacenter per verificare il ranking
4. Conosci a memoria il cognome di Matt, Eric, Sergey, Larry, Marissa e Vanessa.
5. Verifichi la posizione di una keyword più di una volta ogni ora.
6. Dopo aver pubblicato una nuova pagina controlli se è stata indicizzata entro 10 minuti.
7. Hai tutti i blog ufficiali di Google nel tuo feedreader.
8. Hai impostato Google come homepage predefinita.
9. Hai più di 10 SEO/SEM blog nel tuo feedreader.
10. Hai usato un tool per verificare il pagerank futuro.
11. Hai richiesto un invito per entrare in Gmail.
12. Conosci cosa significa “Universal Search”.
13. Hai impostato un Google Alert per “Matt Cutts”, “Google”, ecc.
14. Ti preoccupa acquistare link.
15. Usi Google per controllare la corretta scrittura di una parola.
Personalmente ho risposto con un secco “SI” a molte di queste. Puoi leggere la lista completa nel post originale.
Quanto vivresti senza Google?
22 maggio 2008 — Archivio
Abbiamo già parlato della ricerca delle keywords, e le strategie da utilizzare sono molte.
Oggi voglio approfondire l’utilità che hanno i social network per questo scopo, come scrive Ann Smarty.
Il numero di utenti che ne fa uso è cresciuto a dismisura, basta pensare al successo di Twitter, Facebook, Del.icio.us, ecc..
Come puoi sfruttare questi strumenti nella ricerca delle keywords?
Ci sono alcune strategie e tool che ti possono aiutare:
1) TweetVolume
Ci dice quanto è discussa ogni singola parola, e ne compara i risultati con un massimo di altre 5.
2) TweetScan e Summize
Altri due tool collegati a Twitter, indicano in quanti e chi (attualmente) sta parlando di determinate keywords, riportando uno stralcio di testo.
3) Del.icio.us
Usando il campo di ricerca, è utile poi controllare i termini correlati (related tags) per avere nuove idee ed approfondire l’argomento.
4) Facebook Lexicon
Compara le keywords (vanno scritte separate da virgola) e ne analizza il trend su Facebook.
Sono dell’opinione che i social media network avranno sempre più importanza anche in questo settore, soprattutto per ottenere dati aggiornati e trend del momento.
E’ giusto iniziare subito ad analizzare la propria nicchia se non lo hai ancora fatto, le informazioni che puoi ottenere valgono oro!
21 maggio 2008 — Archivio
Se stai pensando di avviare una nuova attività online, i risultati che puoi ottenere sono davvero notevoli.
Alcuni, dopo essere entrati su internet, abbandonano definitivamente i metodi e promozioni tradizionali (pubblicità su carta, volantini, ecc).
Fare questo “passaggio” di identità è per certi versi complicato, occorrono le giuste competenze per non compromettere tutto il lavoro svolto.
In merito a questo, stavo leggendo un post su sitepronews.com dove vengono riportati gli 11 più comuni errori da evitare nel proprio business online (ma anche anche offline).
Ecco la lista, aiuta un po’ a riflettere: Continua a leggere →
20 maggio 2008 — Archivio
L’ Headline è il titolo della pagina, la prima scritta che viene notata dall’utente.
Gli viene attribuita una grande responsabilità, perchè in base a questa, il visitatore decide se continuare la navigazione nel sito oppure uscire.
In molti sostengono che abbia il 90% di responsabilità proprio su questo fattore.
L’ headline deve riuscire a catturare l’attenzione del lettore in modo veloce, suscitando:
- Interesse
- Curiosità
Per spingerlo a continuare a leggere ed approfondire i contenuti della pagina verso l’obiettivo che ci siamo posti. (vendita, contatto, ecc..)
Alcune delle Headline più gettonate che puoi riutilizzare, iniziano in questo modo:
“Come fare a…”
“I segreti per…”
“Ecco finalmente come…”
“Cosa faresti se…”
“10 modi per…”
Puoi provare inoltre a testare le headline in forma di domanda, (come quella che ho utilizzato in questo post), ad esempio:
“Come ti sentiresti se… ?”
Oppure utilizzando legami di causa-effetto:
“Con… sarai in grado di…”
Le forme da poter usare per scrivere un headline sono molte, ma non c’è una regola scientifica.
L’unica regola matematica, è quella che puoi dedurre dai risultati dei tuoi split test, ovvero testando insieme più headline, al fine di verificare quale funziona e quale no.
E’ un processo che può richiedere molto tempo (per alcuni siti che curo non finisce praticamente mai), ma dai sicuri risultati.
19 maggio 2008 — SEO
Prima o poi capita a tutti di dover spostare un sito su un nuovo dominio.
I motivi possono essere molti, ad esempio perché si cambia il nome.
L’obiettivo è quello di rendere il passaggio di dominio (ad es. da nomesito.com a nomesito.net) indolore per gli utenti ed i motori di ricerca.
Nel blog di Google sono stati dati alcuni consigli per farlo al meglio:
1) Prima di tutto fai un test e sposta i contenuti di una singola directory o sottodominio. Per farlo utilizza un Redirect 301 dal vecchio sito al nuovo. Questo comunicherà a Google e gli altri motori di ricerca lo spostamento del tuo sito in modo permanente.
2) Verifica che le pagine del nuovo sito siano state indicizzate correttamente. A questo punto puoi spostarlo completamente. Ma attenzione, non fare un solo redirect verso la nuova homepage, bensì ogni pagina “vecchia” deve avere una corrispondenza verso una “nuova” dagli stessi contenuti. Questo per evitare l’errore 404, ed essere chiari e trasparenti verso gli utenti.
3) Se stai cambiando il nome a dominio in concomitanza dello sviluppo di un nuovo brand o restyling grafico, prima effettua lo spostamento, successivamente applica le altre modifiche. Otterrai un processo più lineare.
4) Controlla che tutti i link interni corrispondano alle nuove URL. L’ideale sarebbe poter modificare con il nuovo indirizzo anche tutti i vecchi backlink, ma per far questo dovresti contattare ogni singolo webmaster.
5) Per evitare confusione, mantieni il redirect dal vecchio sito al nuovo per almeno 180 giorni.
6) Inserisci il tuo sito nel Google Webmaster Tools, segnalando la sitemap e verificando che non ci siano errori.
Seguendo questi passaggi puoi essere sicuro che tutto avvenga nel modo migliore.
E se proprio sei di fretta, segui almeno i punti 2, 4 e 5.
16 maggio 2008 — SEO
Sai già cosa sono gli outbound link?
Sono tutti quei link presenti nel tuo sito che puntano a risorse esterne.
Ad esempio il blogroll, i link di approfondimento che puoi inserire in qualche articolo, ecc.
Si possono distinguere in 2 categorie: Salutari e Dannosi.
Tutto sta nel NON inserire link appartenenti della seconda categoria
1) Outbound Link Salutari
Portano benefici al nostro sito, soprattutto su Google. Fanno parte di questi tutti quei link:
- Autorevoli
- Attinenti al nostro settore
E, meglio ancora, se la pagina che linkiamo, ha contenuti correlati alla pagina in cui è inserito il link.
2) Outbound Link Dannosi
Da evitare a tutti i costi, potrebbero portare fino ad un ban del sito su Google!
Corrispondono a:
- Siti spam
- Non attinenti ai nostri argomenti
Evita di inserire quest’ultimi, verificando sempre in maniera completa la risorsa che andrai a linkare.
Ma a volte questo non basta.
Controlla sempre il codice HTML della tua pagina, alcuni spammer potrebbero farti brutti scherzi, nascondendoli nella tua pagina!
E’ di ieri la notizia del ban di quellichebravo.it (blog Fiat), puoi leggerla nel Forum GT, dove trovi interessanti approfondimenti.
15 maggio 2008 — SEO
Lo sapevi che Google Image Search è un ottimo strumento per veicolare traffico sul tuo sito?
Può essere sfruttato per molti aspetti, soprattutto se possiedi un e-commerce.
Perchè proprio un e-commerce?
Ne ho avuto la prova lavorando al sito di un mio cliente. Se riesci a posizionare bene le immagini dei tuoi prodotti, ed incrementare le visite grazie a questo, puoi aumentare anche le tue vendite!
Immagina di vendere prodotti alimentari:
Se l’utente ricerca delle arance siciliane e trova la tua foto di ottima qualità, allo stesso tempo si accorge anche che può acquistarle, poichè è entrato nel tuo e-commerce per vederla.
Questo vale anche per altri settori, come nella vendita di indumenti, oppure nella tecnologia.
Ecco quindi alcuni consigli per ottimizzare le tue immagini: Continua a leggere →
14 maggio 2008 — SEO
La maggior parte delle volte, per trovare nuove keywords sul proprio settore, ci rivolgiamo a strumenti vari come i keywords tool, ad esempio quello fornito da Google.
Bisogna ricordare pero’ che questi strumenti operano con dati del passato, e pur essendo ottimi per certi versi, non ci rivelano niente sul futuro, quindi su nuova keywords.
Qual’è quindi un altro metodo per accaparrarsi nuovi utenti dai motori di ricerca?
Nel titolo ho scritto “Slogan Keywords“.
Ovvero sfruttare tutti i trend del proprio settore per trovare nuove parole chiave ed utilizzarle al fine di creare nuovi testi.
Ti faccio alcuni esempi:
Puoi sfruttare degli slogan detti in tv, parole di canzoni collegate ad un prodotto, cantilene di pubblicità viste in TV… di tutto cio’ che è relativo al tuo settore!
In questi giorni sento sempre la cantilena “ururu sarara“… ed in questo caso sono presenti anche annunci Adwords, mentre un altro tormentone famoso è stato “..suona fischia e canta“.
In conclusione, spesso le persone si ricordano più facilmente il ritornello o lo slogan dello spot, piuttosto che il nome di un prodotto.
Perchè non sfruttare queste opportunità?
13 maggio 2008 — SEO
Le URL di un sito internet sono estremamente importanti, sia per gli utenti che per i motori di ricerca.
Per i primi facili da ricordare, per gli altri facili da spiderizzare.
Ecco alcuni consigli per “ottimizzarle”:
- Mantienile brevi
Sarà più semplice condividerle, inviarle per mail, fare un copia incolla, o comunicarle agli amici.
- Rendile statiche
Esistono tecniche di URL Rewrite per trasformarle da dinamiche a statiche, ed evitare ogni problema nell’indicizzazione.
- Non lasciare spazi vuoti
Utilizza il trattino al posto degli spazi, oppure l’underscore.
- Keywords Descrittive
Molte piattaforme e cms utilizzano numeri nelle URL per distinguere categorie e pagine del sito. Meglio usare il nome della pagina, solitamente il titolo.
Infine, un fattore molto legato alle URL, è la loro Struttura:
Contenuti diversi, hanno bisogno di cartelle e pagine (quindi URL) diverse.
Proprio oggi facevo l’esempio nel forum GT: se hai un sito di una ferramenta, e vuoi parlare di cacciaviti, una buona suddivisione potrebbe essere questa:
http://www.nomeferramenta.it/cacciaviti/stella.html
http://www.nomeferramenta.it/cacciaviti/taglio.html
e così via..
12 maggio 2008 — SEO
I Google Sitelink sono dei particolari link mostrati al di sotto del primo risultato di una ricerca.
Non sempre vengono visualizzati, un esempio è la ricerca di “html” su Google, dove puoi vedere i sitelink di html.it.
Secondo Google, sono i link interni di maggiore importanza.
In che modo vengono assegnati ad un sito?
Devi sapere che non c’è una regola precisa. Per poterli avere, entrano in gioco diversi fattori.
Ti riporterò i più importanti secondo la mia esperienza, e quella di diversi altri esperti:
1) Avere una buona struttura del sito e dei link interni.
2) Ricevere un buon numero di backlink importanti alle pagine interne.
3) CTR nelle Serp elevato. Ovvero molti accessi dai risultati naturali di Google.
4) L’anzianità del sito sembra porti un vantaggio per ottenerli.
5) Anchor Text dei backlink simile alle ricerche effettuate dagli utenti che arrivano sul tuo sito.
Di questi 5 fattori, ritengo il punto 3 ed il punto 5 tra i più decisivi.
Ricevere molto traffico dai risultati naturali di Google, ed avere anche un buon numero di backlink con anchor text corrispondente alle ricerche fatte su Google, sembra che porti a buoni risultati.
Il tuo sito ha già i Sitelink? Quali pensi siano stati i fattori decisivi?