23 giugno 2008 — Archivio, Google
Apprendo da motoricerca.net di una nuova funzionalità per Google Trends.
Da poco, è possibile monitorare il livello di popolarità di un sito web, e confrontarlo con altri.
Grazie a questo strumento, è possibile vedere il trend di visite di un sito, e capire in quali periodi dell’anno è più visitato o meno.
Sarà stato più popolare il sito ufficiale di Hilary Clinton oppure quello di Barack Obama?
Ecco il risultato con Google Trends.
I risultati forniti, sono frutto di stime e di diverse fonti come Google Analytics.
Sperando che questo strumento possa essere migliorato ed ampliato a molti altri siti, può essere utilizzato in ongi momento con l’altra funzione di Googl Trends (quella dedicata alle normali ricerche), per svolgere analisi su determinati settori.
20 giugno 2008 — Archivio
Ti rivolgeresti mai ad un personal coach, evidentemente con qualche problema di peso, per dimagrire?
In teoria può essere molto preparato, ma in pratica non dimostra buoni risultati.
Per molti quindi non potrebbe essere CREDIBILE.
Come si può aumentare la fiducia che i lettori hanno nei nostri confronti, per agevolare i loro acquisti?
Dobbiamo diventare un punto di riferimento.
Questo si può ottenere in vari modi. Uno efficace è quello di aiutare le persone a risolvere problemi, e di conseguenza guadagnarsi la nomina di “esperto del settore”.
Con quali mezzi?
Diffondere conoscenza oggi è molto semplice:
- puoi aprire un blog
- rispondere autorevolmente in forum del tuo settore
- contribuire su Yahoo Answers
- scrivere propri articoli su siti importanti del tuo ramo
Facendo molta attenzione ad essere imparziali.
Non dobbiamo “sponsorizzare” la nostra attività, ma solo diventare un punto di riferimento del settore diffondendo suggerimenti ed informazioni utili.
Ovvero fare in modo che il nostro nome sia collegato ad esso, ed un domani, quando qualcuno avrà bisogno dei determinati servizi, per prima cosa penserà a noi.
19 giugno 2008 — Archivio
Diventa sempre più importante aumentare la propria visibilità anche su Google Local Search, soprattutto per quelle attività che operano molto in ambito locale.
Nel turismo è molto utilizzato, ed in una classica ricerca sul web come “hotel roma“, possiamo vedere come le mappe occupino la parte più importante dei risultati.
Come ci si posiziona in questi risultati?
Il primo semplice passo è quello di iscrivere gratuitamente la propria attività nel Google Business Center.
Mentre altri approfondimenti puoi trovarli in queste valide risorse:
- Risultati Locali Su Google (giorgiotave.it)
- Su davidmihm.com puoi trovare una vera e propria classifica dei fattori che incidono (e non) sul posizionamento in Google Local.
Ci tengo a sottolineare che il ranking di ricerca web, e quello relativo alle mappe, non è gestito dallo stesso algoritmo di Google.
18 giugno 2008 — Archivio
Ormai varie ricerche ci dicono che una gran parte di visitatori non legge (in modo completo) una pagina web, ma piuttosto la scansiona suddividendola in aree.
In base a cosa viene scansionata?
La parte che viene vista con maggior interesse è quella alta/sinistra-centrale.
Da li’ in poi l’occhio segue un ordine sparso, in cerca delle informazioni di nostro interesse.
Secondo Steve Krug questo avviene principalmente per 3 motivi:
1) Siamo sempre di fretta, in cerca di risparmiare tempo.
2) Sappiamo già in partenza che tutti i testi che sono nella pagina non saranno di nostro interesse.
3) Perchè funziona. Abbiamo sempre “scansionato” quotidiani, riviste, libri, ecc. Perchè non farlo con il web?
Ti è mai capitato di trovarti in uno di questi punti?
A me succede spesso
Ecco perchè è fondamentale essere specifici e pratici se vogliamo tenere alta l’attenzione, soprattutto nel web.
Ricordati di eliminare le parole inutili!
17 giugno 2008 — Web marketing
Proseguiamo con la quarta T del viral marketing. Quando bisogna entrare a far parte della conversazione di cui noi siamo il soggetto?
L’autore più o meno dice: “Quando apri le porte al passa parola, non c’è un modo per chiuderle“.
Ovvero quando incoraggi le persone a parlare di te o del tuo brand, dopo loro si aspettano che tu in qualche modo partecipi.
Se non prendi parte alla conversazione, questa presto morirà.
Ma cosa significa entrare nella conversazione?
Possiamo stabilire una serie di regole di di base da rispettare, poi ogni caso ha degli sviluppi a sè:
1) Rispondi sempre alle e-mail che ti arrivano in tempi ragionevoli
2) Lascia aperti i commenti al tuo blog e rispondi garbatamente
3) Partecipa a forum e community dove vieni chiamato in causa
Ma più in generale, sii utile, vero, grato e piacevole
16 giugno 2008 — SEO
Nessuno vuole essere bannato da Google, vero?
Allora facciamo un riepilogo (ispirandomi ad un post su searchenginejournal) delle tecniche SEO da evitare, quelle che vanno contro le linee guida dei più famosi motori di ricerca.
1) Testo nascoto
E’ stato usato per diverso tempo da molti, ma già da un po’ viene scoperto in modo semplice. Che sia nascosto tramite CSS, o peggio ancora con un colore di font dello sfondo della pagina non importa, prima o poi si viene scoperti.
2) Contenuti duplicati
Non si viene bannati per una pagina duplicata, ma allo stesso tempo non otterremo nessun vantaggio, anzi. I motori di ricerca preferiscono sempre contenuti originali.
3) Keyword Stuffing
Ripetere svariate volte lo stesso termine, con la speranza di arrivare in prima pagina, non serve a niente se non per ricevere una penalizzazione. Non esiste un numero ottimale di ripetizioni, esiste la stesura naturale di un testo, quello rivolto agli utenti.
4) Link Farm
Google sa riconoscere benissimo quando si crea una link popularity artificiale, alimentata da siti creati ad hoc, solo per questo scopo.
5) Cloaking
E’ una pratica con cui vengono mostrati 2 contenuti differenti. Uno ottimizzato per i motori di ricerca, l’altro per gli utenti. Qualora si venga scoperti, è un ban assicurato.
6) Compravendita di link
E’ stato l’ultimo tormentone. Anche chi vende link finalizzati ad innalzare artificialmente il proprio ranking, viene penalizzato. Da evitare è il classico acquisto di un link nella tabella “partner” o peggio ancora nel footer di un sito, come avveniva nella maggior parte dei casi.
Queste sono tra le principali motivazioni per cui si può essere bannati/penalizzati.
Il tuo sito rispetta le linee guida?
13 giugno 2008 — Archivio, Blog Marketing
Avere un blog senza neanche un commento può sembrare frustrante per alcuni.
Molti mi chiedono come poter invogliare i visitatori a commentare ed esprire i propri pensieri.
Se vuoi ottenere commenti di più alto livello qualitativo e spontanei, dipende per prima cosa da come e cosa scrivi.
Devi riuscire a rendere partecipe l’utente, e magari concludere il tuo post con una domanda più o meno esplicita sul tema trattato.
Ci sono anche altri 2 metodi efficaci, ma che richiedono un attenta moderazione per evitare spam.
1) Togli il tag “nofollow” dai commenti ed annuncialo in un post. In molti lasceranno più volentieri un commento, perchè si vedranno attribuire anche un buon backlink al loro sito.
2) Utilizza dei plugins che favoriscono l’utente che commenta, come ad esempio la top ten dei commentatori per wordpress, che puoi vedere applicata nel sito di italianwebdesign.it.
Torno a riperterti che il miglior modo sta nello scrivere post adatti e coinvolgenti.
Nulla vieta di utilizzare anche gli altri 2 metodi, facendo però attenzione, ed evitare chi cerca solo di farsi pubblicità gratuita senza portare un contributo.
12 giugno 2008 — Web marketing
Continuiamo a parlare delle 5 T del passaparola.
Oggi parliamo dei Tools, ovvero gli strumenti che possono aiutarti a diffondere il messaggio.
Spesso anche i migliori argomenti necessitano di una “spinta” per essere diffusi in modo veloce.
Per fortuna con l’avvento di internet tutto si è reso più semplice, e le tecniche per la diffusione del tuo messaggio sono aumentate in numero e qualità, pensa a quanto è semplice inoltrare un e-mail.
Hai un e-commerce? Hai mai pensato di inserire il form “Segnala questa pagina ad un amico”?
In modo semplice e veloce, chi visita le tue pagine può segnalarle ad un amico, ed aumetare la popolarità del tuo sito.
Lo script è molto semplice da installare, trovi un esempio in questa pagina.
Guarda questa pagina dell’e-commerce di Kiehls.com, il link “tell a friend” ha proprio la funzione di diffondere il prodotto, offerte speciali, ecc.. e farle conoscere agli amici.
Con questi strumenti si amplifica la diffusione del messaggio, che può avvenire in modo veloce e costante nel tempo.
11 giugno 2008 — Archivio, Web marketing
Il tuo web form funziona?
Quali sono i tassi di conversione dalle tue newsletter?
Tutto è sempre migliorabile, ed oggi parliamo di alcuni split test che puoi fare per quanto riguarda l’e-mail marketing, consigliati da aweber.
1) Crea un form dove chiedi prima l’email e dopo il nome, e metteli in rotazione con un in cui chiedi prima il nome e dopo l’email. Osserva l’effetto che ha sui tuoi visitatori e come variano le conversioni.
2) Invia ad una parte dei tuoi iscritti un email con l’oggetto personalizzato (ad esempio con il nome dell’utente), ed un altra con l’oggetto standard, uguale per tutti. Quale ottiene i migliori risultati?
3) Qual’è il migliore orario per inviare i messaggi? Prova a fare 3 differenti invii a questi orari: il primo dalle 8 alle 9, il secondo dalle 12 alle 13, ed il terzo dalle 16 alle 17.
4) Cambia call to action. Invece del solito pulsante “submit”, inserisci una frase personalizzata. Es. “Iscrivimi ora”.
5) Inserisci la garanzia sulla privacy dell’utente, e verifica se aumentano le conversioni.
6) Nelle prossime e-mail che invii alla tua lista, ricorda alle persone perchè le stanno ricevendo. Es. “Stai ricevendo questa e-mail perchè sei iscritto a …. “.
7) Se invii e-mail in HTML, testa diversi formati di call to action (bottoni o caratteri diversi).
Solo con questi pochi test, sarai già in grado di capire cosa funziona e non della tua newsletter, aumentandone gli iscritti e le risposte in termini di conversione.
10 giugno 2008 — Archivio, Web marketing
Secondo Philip Kotler, questo vecchio adagio si rispecchia nelle imprese di successo.
Tutto sta nel focalizzarsi, trovare una nicchia di mercato e soddisfarla, questo si verifica anche nel web.
Le nicchie sono fonte di guadagno?
Si, per almeno due motivi:
1) I clienti sono felici che qualcuno soddisfi loro esigenze specifiche.
2) Il volume degli affari, anche se basso, ha alti profitti.
Inoltre, il rischio concorrenza è più basso, perchè c’è spazio per pochi, se non per uno soltanto.
L’errore tipico di chi ha successo in una nicchia, è quello di diventare generalista ed esporsi alla massa.
Come fa per evitare questo, e continuare a crescere ugualmente
Kotler suggerisce principalmente 3 soluzioni:
1) Vendere più prodotti e servizi alla stessa nicchia.
2) Cercare componenti adiacenti o latenti nella nicchia, quindi estendere il proprio target offrendo gli stessi servizi.
3) Cercare altre nicchie.
Tutti i punti sono replicabili nel web, ma spesso e volentieri non vengon otenuti in considerazione al lancio di un nuovo progetto.
Hai già la tua nicchia?